Troppi gatti randagi, scatta lamaxi-sterilizzazione. La Provincia avvia un piano da 300mila euro e cerca volontari per catturare i mici.
Per i gatti randagi isontini è finita la pacchia. Sono troppi - circa 2000- e dovranno essere sterilizzati. Infatti, sono circa 400 le colonie di gatti censite in provincia e secondo le stime attualmente in possesso del Servizio veterinario dell’Ass Isontina i felini selvatici in circolazione sono più o meno 2mila. Solo nel capoluogo sono state censite 51 colonie e all’interno delle 35 comunità verificate sono stati contati 422 individui. A Monfalcone risultano 48 colonie, mentre a Grado sono 41. In classifica seguono Sagrado (con 20), Staranzano e Ronchi (con 16 a testa) e Fogliano (con 12). I numeri non sono da sottovalutare e per questo nel corso della riunione del Tavolo a 4 zampe tenutasi in Provincia tra i rappresentanti istituzionali e quelli delle associazioni di volontariato è stata affrontata la questione della sterilizzazione dei gatti.
La sterilizzazione ha dei costi non indifferenti (tra i 30 e gli 80 euro a gatto a seconda del sesso e di chi esegue l’intervento: se l’Azienda sanitaria o un veterinario privato): associazioni e gattare non possono sostenerli da soli.
Da parte loro, i Comuni anche se sono tenuti a mettere a bilancio dei fondi per questa voce, di fatto non lo fanno perché non hanno sufficienti risorse a disposizione e, se lo fanno, lo fanno una volta ogni tanto. «In questo modo – osserva il presidente della Provincia Enrico Gherghetta – i soldi sono letteralmente buttati via. È necessario sviluppare un piano quinquennale. Se non tieni sotto controllo la situazione, poi finisce col diventare ingovernabile. Sono sufficienti un maschio e una femmina per dar vita a nuove colonie.
Sfatiamo un tabù, le comunità si formano perché i gatti cercano di stare insieme tra loro, sono animali sociali e non formano colonie solo perché c’è qualcuno che dà loro da mangiare. Conti alla mano, per la campagna di sterilizzazione servirebbero circa 300mila euro.
Un terzo subito, per cominciare il primo anno in modo massiccio. Poiché la competenza in materia è dei sindaci e poiché la Regione ha fermi a
questo scopo 140mila euro che non vengono erogati perché Trieste non sa come ripartirli tra i Comuni, la proposta della Provincia è semplice: i 25 sindaci dell’Isontino ci delegano la competenza e noi ci proponiamo come interlocutori unici per la Regione. Una volta ottenuto il denaro redigiamo un progetto, avviamo delle convenzioni con Ass e veterinari e partiamo con la campagna di sterilizzazione». Tra le altre cose, nel corso della riunione è emerso anche il problema del pre e del post intervento: chi preleva i gatti e chi li accudisce nei giorni seguenti all’operazione?
Anche se venissero trovate le risorse finanziarie, i Comuni – soprattutto quelli piccoli - non sono infatti in grado di adempiere a questo genere di incombenze.
«Non è un problema di poco conto – riconosce Gherghetta -. Abbiamo bisogno di volontari e di luoghi dove accudire gli animali per due o tre giorni perché dopo la sterilizzazione hanno bisogno di riposare in luoghi sicuri e confortevoli. Sul territorio andrebbero quindi individuati cinque o sei piccoli locali sterili da dare in gestione ai volontari e ai volontari andrebbe riconosciuto un ruolo ufficiale. Lavoreremo anche su questo».
Articolo tratto da Il Piccolo del 4/02/2011





