Mercoledì, Febbraio 22, 2012
   
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Gatti randagi, Medea si schiera con la Provincia

«Io sono pronto a firmare subito la delega alla Provincia. Facciamolo al più presto, prima delle elezioni». Il sindaco di Medea Alberto Bergamin è soddisfatto e non poteva essere altrimenti. Il presidente Enrico Gherghetta ha subito accolto e sposato pubblicamente la proposta da lui formulata nel corso della riunione del Tavolo a 4 zampe: la Provincia è disponibile a coordinare i Comuni sul problema della gestione delle colonie feline offrendosi come interlocutore con la Regione.

Una seria campagna di sterilizzazione delle circa 400 colonie presenti nell’Isontino richiederebbe un piano quinquennale e fondi per 300mila euro, un terzo dei quali servirebbero subito. Una parte potrebbe venire da Trieste. La Regione ha infatti messo a bilancio per questa voce trasferimenti per 140mila euro. Si tratta di denaro che non viene erogato ai Comuni del Friuli Venezia Giulia solo perché manca un regolamento in grado di definirne i riparti. Per semplificare la situazione, la Provincia si è quindi proposta come unico interlocutore per i 25 comuni isontini. Serve però una convenzione. «In attesa delle decisioni che la Regione assumerà nel merito delle modifiche che dovranno essere apportate alla legge regionale numero 39 del 1990 – sottolinea Bergamin nel prendere atto della posizione di Gherghetta -, è positivo che la Provincia assuma in proprio, su delega dei Comuni, sempre più in difficoltà organizzative e finanziarie, la cura dei felini in libertà avviando un auspicabile piano pluriennale di sterilizzazioni e di interventi atti a garantire il benessere degli animali.

In attesa di essere convocato per la stipula della convenzione che, data l’imminenza delle elezioni, dovrà avvenire a breve, plaudo a questo primo, concreto risultato del lavoro avviato con la creazione dello Sportello a 4 zampe». Bergamin si associa poi al ringraziamento nei confronti di tutti i volontari. Sul fronte delle associazioni, un plauso all’iniziativa proposta arriva anche da Laura Grassi, presidente della Cuccia di Monfalcone.

«I Comuni, pur rendendosi conto del problema, non riescono a gestirlo. La prima cosa da fare è sbloccare i soldi in Regione, ma per i sindaci questa non può essere la priorità, quindi ben venga la delega alla Provincia. Quanto alle gattare, spesso derise, si occupano a spese proprie di cose che non competono loro. Nella maggior parte dei casi sono anziane e quando non ce la fanno più ad accudire le colonie, nessuno si occupa più dei randagi. Fino ad oggi il problema non è saltato all’occhio perché a occuparsene è stato il mondo del volontariato, ora però non ce la facciamo più da soli. Grazie al cielo, adesso la questione è emersa in superficie».

Per quanto riguarda il problema della degenza post-operatoria, Fabia Lupieri ricorda infine che l’Aipa di Gorizia, pur non essendo un gattile, offre già ricovero ai gatti sterilizzati dall’Azienda sanitaria.

Articolo preso da Il Piccolo del 5/02/2011

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